Gaslini

   bandorsilogo
Uno degli effetti collaterali più conosciuti della chemioterapia antitumorale è la caduta dei capelli e dei peli (alopecia); i farmaci antineoplastici agiscono danneggiando le cellule altamente vascolarizzate ed a rapido ciclo riproduttivo, senza discriminare tra sane e malate, e quindi possono subire danni anche le cellule dei follicoli piliferi, che hanno un alta frequenza di replicazione.
A causa dell’alopecia il bambino/adolescente può avere un disagio dovuto al forte impatto sulla qualità di vita, soprattutto per il cambiamento della propria immagine corporea.
Le variazioni dell’aspetto subite a causa della perdita dei capelli, possono portare il bambino/adolescente stesso ad avere difficoltà con la propria persona e con gli altri, in particolare i familiari e gli amici; il disagio può essere enorme ed interferire nella sfera psico-sociale (isolamento; rifiuto di vedere amici/familiari…) e nella sfera emotiva-comportamentale (somatizzazione, disturbi del sonno, comportamenti aggressivi, modalità oppositive/provocatorie…).
Subire una variazione drastica del proprio aspetto, sia nei pazienti di sesso maschile che nei pazienti di sesso femminile può portare a sentimenti di non accettazione, a immagine distorte di sé, fino alla perdita dell’autostima.
Il bambino/adolescente viene messo a conoscenza degli effetti collaterali della chemioterapia all’inizio del trattamento: la caduta dei capelli è da considerarsi un evento inevitabile, non avviene al primo ciclo, ma successivamente, e spesso non in modo omogeneo, ma con caduta a “ciocche”.
ll bambino/adolescente attende tale evento e nell’attesa si confronta con esso, con l’idea, i timori e con le proprie e altrui (rete familiare, amicale, équipe…) risorse disponibili.
L’èquipe (medici, infermieri, psicologi) e la famiglia hanno un ruolo fondamentale nei confronti del paziente che deve imparare a convivere con l’alopecia, forniscono una corretta informazione dell’evento, suggeriscono al paziente varie possibilità per affrontare l’evento (taglio intermedio preventivo o attesa della caduta per poi intervenire con un taglio corto, utilizzo di ausili estetici). Spesso i bambini/adolescenti si trovano a dover affrontare tale evento in corso di ricovero, non hanno inoltre spesso conoscenza di professionisti sul territorio a cui affidarsi e ricorrono per tanto a scelte necessarie ma non rispettose dei propri bisogni e con carichi emotivi importanti (attesa di uscire dal ricovero per accorciare i capelli, anche se la caduta dei capelli è ormai in atto; ricorso al rasoio per mano dei familiari…).OBIETTIVI
Offrire un intervento professionale, attento, nel rispetto della situazione e della privacy per minimizzare l’impatto ed affrontare la comparsa dell’alopecia (taglio dei capelli con step graduali; proposte di bandane/cappellini semplici o con frangia/toupet o di una tricoprotesi: parrucca) mantenendo una buona qualità di vita ed un conservato senso di benessere.
Offrire consulenze specifiche per situazioni cliniche particolari causate dai trattamenti di cura: per es. pazienti con depigmentazione dei capelli o con alopecia permanente (per radioterapia a dosi elevate).Responsabile progetto: Ronda Gloriana